Nasce primo Centro Scompenso Cardiaco affidato ad AISC, i pazienti protagonisti

AISC sigla accordo con Ospedale Vannini e con l’IRCCS San Raffaele,

50.000 colpiti nel Lazio, 1.000.000 in Italia

Il modello per la gestione ottimale dello scompenso cardiaco prende forma

Roma, 6 aprile 2018 – Lo presa in cura del paziente affetto da scompenso cardiaco segna oggi un importante passo in avanti. Grazie alle convenzioni siglate oggi da AISC - Associazione Italiana Scompensati Cardiaci con l’Ospedale Vannini e con l’IRCCS San Raffaele Pisana prende il via un nuovo modello di gestione del paziente che permetterà una reale presa in carico di quanti sono affetti da una patologia che è ancor oggi poco considerata, pur rappresentando la seconda causa di morte in Italia.

Nel 2015, sono stati oltre 17.000 i pazienti che nel Lazio sono dovuti ricorrere ad un ricovero ospedaliero a causa dello scompenso cardiaco, con una degenza media vicina ai 10 giorni (9,4)[1]. Nel corso della vita una persona su cinque è a rischio di sviluppare scompenso cardiaco ed è più frequente che questa patologia si presenti in età avanzata, con un’incidenza progressivamente maggiore in relazione all’invecchiamento.

Con l’apertura di una struttura dedicata presso il Poliambulatorio di Via Arce - afferente all’Ospedale Vannini – e la firma della convenzione con una realtà di eccellenza per la riabilitazione come il San Raffaele, sarà possibile assicurare ai pazienti affetti da scompenso cardiaco la miglior soluzione in ogni fase della loro patologia, migliorando l’aderenza alle terapie e garantendo una gestione coordinata dei diversi specialisti. Per i pazienti AISC è inoltre previsto uno specifico protocollo diagnostico. Presso il Centro di Scompenso Cardiaco - affidato per la prima volta all’Associazione Pazienti - saranno assicurate anche attività di informazione, ricerca e formazione e presto la collaborazione con l’Ospedale permetterà anche l’istituzione di un master di primo livello per la formazione di personale infermieristico dedicato alla gestione del paziente scompensato.


[1]  Rapporto SDO 2015, Ministero della Salute

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